Cosa fare se manca il certificato di abitabilità?

Pensa per un momento se la casa che hai acquistato non ha il certificato di abitabilità; ti sei mai chiesto cosa succede?

Vediamo un esempio concreto per rendere l’idea più chiara:

Hai acquistato casa e prima di entrare definitivamente decidi di fare qualche lavoretto; pertanto ti presenti in comune per dichiarare l’inizio lavori ma incredibilmente vieni bloccato in quanto quella casa non ha il certificato di abitabilità.

Cosa succede in questo caso? La colpa è del Notaio o del venditore?

Vediamo cosa dice una recente sentenza della Cassazione:

“nel momento in cui ti accorgi dell’assenza del documento di agibilità, e questo fatto non è citato nel rogito notarile, puoi chiedere il risarcimento a colui che ti ha venduto l’immobile.”

Per quanto riguarda la responsabilità del Notaio la vediamo dopo; per terminare e completare il concetto è bene chiarire che il certificato di abitabilità è elemento essenziale della compravendita che altrimenti non avrebbe motivo di esistere in quanto senza questo certificato non è possibile utilizzare il bene per quella che è la sua destinazione naturale; quindi il contratto può essere sciolto.

Ricapitolando; compreresti una casa ad uso abitativo se non ci puoi abitare?

Non credo, pertanto hai diritto a esigere il risarcimento.

Con lo scioglimento del contratto quindi si può ottenere la somma di denaro versata maggiorata degli interessi legali; inoltre se sono dimostrabili altri costi (trasloco, mobili etc) si può chiedere il risarcimento anche di queste spese.

Attenzione!

Per far si che la causa contro il venditore abbia valore deve essere fatta entro 5 anni dalla firma del rogito notarile.

..e il Notaio?

Secondo la sentenza il Notaio non ha responsabilità in quanto quest’ultimo deve verificare che l’immobile sia libero (da ipoteche, pignoramenti, trascrizioni etc.) ma non ha obblighi riguardo argomenti che non incidono sulla validità della vendita (come appunto l’abitabilità).

Un immobile non agibile si può vendere, il contratto è valido se il compratore conosce e accetta la situazione.

Per farti un esempio banale, una casa con bagno senza finestra si può vendere se le parti sono d’accordo, il notaio non può impedire questo accordo. La stessa cosa vale per l’abitabilità; per questo motivo il Notaio non ha responsabilità.


 

 

 

Cos’è il Fondo di Garanzia prima casa?

Il Fondo di garanzia è una particolare agevolazione per chi vuole acquistare o ristrutturare casa ma ha difficoltà a sostenere i costi; si tratta di un fondo statale che consente di chiedere mutui ipotecari fino a 250.000 € avvalendosi delle garanzie statali per la metà dell’importo.

In sostanza il fondo offre garanzie statali fino al 50% dell’importo del mutuo richiesto, facilitando in questo modo l’accesso al credito.

Accedendo a questo fondo, la banca non potrà richiedere altre garanzie personali.

Ovviamente ci sono delle limitazione; in particolare possono accedere a questo fondo tutti coloro che richiedono un mutuo non superiore a 250.000 € per l’acquisto o la ristrutturazione di un immobile situato in italia che abbia le seguenti caratteristiche:

  • non deve essere un immobile di lusso
  • non deve essere accatastato come A1, A8 E A9
  • deve essere adibito ad abitazione principale.

Chi può usufruire di questa agevolazione?

Il Fondo è aperto a tutti a prescindere dall’età e dal reddito.

Come si accede?

La domanda deve essere presentata direttamente alla banca aderente all’iniziativa utilizzando l’apposita modulistica disponibile sul sito del Dipartimento del Tesoro, delle banche aderenti e della Consap Spa.


 

 

Hai mai sentito parlare di surroga del mutuo? Può esserti utile scoprirlo..

Nell’ultimo articolo abbiamo parlato di rinegoziazione del mutuo ma ci sono altre soluzioni per ritrattare, modificare e migliorare il proprio mutuo; una di questa è la surroga.

Che cos’è e cosa vuol dire?

Si dice surroga quando il mutuatario (per intenderci colui che paga il mutuo) vuole e decide di trasferire il proprio mutuo presso un’altra banca.

Ma perché trasferire il mutuo?

Solitamente chi decide di trasferire il mutuo è perché non si trova più bene con la banca attuale e non ritiene opportuno continuare a rapportarsi con quell’istituto, oppure semplicemente perché il mutuatario è alla ricerca di una soluzione più conveniente e vantaggiosa.

Mi spiego meglio: Opto per la surroga del mutuo in quanto ho chiesto alla mia banca una rinegoziazione del contratto che mi è stata negata; un’altra banca mi offre condizioni migliori come ad esempio il tasso di interesse, la durata, la riduzione della rata etc. pertanto decido di cambiare banca.

Come si fa?

L’atto di surrogazione deve essere stipulato per atto pubblico dinanzi al notaio; questa operazione non comporta spese o altre commissioni e non causa la perdita dell’agevolazione fiscale qualora sussista.

Resta inteso che la nuova banca deve valutare la tua posizione, il tuo mutuo, il tuo residuo mutuo e tutto ciò che necessita per poter accettare l’operazione.

Inoltre con la surroga del mutuo l’ipoteca viene trasferita da un mutuo all’altro senza la necessità di iscriverne una nuova; pertanto si estinguerà il debito con la banca attuale.


 

Legge di bilancio 2018, Bonus per terrazzi e giardini.

La prossima legge di bilancio include varie novità; proprio in questi giorni il Consiglio dei Ministri ha varato la manovra per il 2018.

Tra le tante novità emerge l’incentivo chiamato bonus verde.

Nello specifico si tratta di una detrazione fiscale che serve ad agevolare e invogliare i lavori inerenti al rifacimento di terrazzi privati e giardini anche se sono inseriti in aree condominiali.

A quanto ammonta la detrazione?

La detrazione è del 36% ed il tetto massimo è di 5.000 € annui.

Sistemi il terrazzo o il giardino? Il costo lo scarichi dalle tasse!


 

Cos’è la nuda proprietà?

La nuda proprietà significa vendere il proprio immobile, continuando però a godere del diritto di usufruirla.

Chi ha questo diritto viene chiamato usufruttuario e fino a quando è in vita nessuno può mandarlo via dall’abitazione; addirittura può affittare l’immobile o vendere l’usufrutto secondo i termini previsti dal contratto delle vendita della nuda proprietà.

Il vantaggio della nuda proprietà è che tu vendi l’immobile incassando denaro ma non vai via dalla tua casa.

Chi compra la nuda proprietà, invece, ha un vantaggio in quanto il valore immobiliare è nettamente inferiore rispetto a una vendita normale su libero mercato.

Il valore dipende dall’età dell’usufruttuario.
Il nudo proprietario invece ha il diritto di proprietà ma non il diritto di godere dell’immobile; la norma permette di vendere la nuda proprietà anche di una seconda casa o di una casa affittata.

Le spese ordinarie sono a carico dell’usufruttuario mentre quelle straordinarie sono a carico del nudo proprietario.

Come mai si vende la nuda proprietà?

Si vende la nuda proprietà quando il proprietario di un immobile ha necessità di liquidità ma nello stesso tempo non vuole “abbandonare” quella che è la sua abitazione.

Proprio per questo motivo si vende il diritto di proprietà ma non il diritto di usufrutto che rimane al venditore (usufruttuario).


 

Che cos’è l’edilizia convenzionata?

L’edilizia convenzionata è una forma di edilizia pubblica, che nasce attraverso accordi tra il pubblico e il privato, al fine di favorire determinate fasce sociali.

Le tipologie di abitazioni che possono usufruire di questa forma di agevolazione sono quelle realizzate interamente a carico del committente pubblico e quelle in cui il costruttore si impegna a realizzazione alloggi, che saranno poi venduti ad un prezzo inferiore rispetto a quanto propone il mercato.

Ovviamente nelle convenzioni le amministrazioni locali impongono dei vincoli, sia per quanto riguarda il valore di vendita degli immobili, sia per i requisiti richiesti di coloro che vorranno acquistare le abitazioni.

 

Per essere più chiari e precisi, l’edilizia convenzionata significa che stai acquistando una casa in cui è stata stipulata una convenzione; proprio per questa convenzione i prezzi saranno più bassi rispetto allo stesso appartamento realizzato in edilizia privata.

L’edilizia convenzionata prevede dei requisiti e anche dei vincoli; pertanto state attenti e valutate attentamente alla convenienza.


 

Che cos’è un’ipoteca?

Molte volte si sente parlare di ipoteca o bene ipotecato; è importante per chi non lo sappia capire cos’è e come funziona.

Quando chiedi un prestito, chiunque lo conceda chiede in cambio una garanzia; si parla di ipoteca quando è la banca a concederti del denaro in prestito per acquistare casa.

La maggior parte delle persone acquista casa mediante mutuo, di conseguenza la banca che eroga la somma di denaro pattuita iscrive sull’immobile stesso un’ipoteca.

L’ipoteca quindi non è nient’altro che un modo per tutelare la banca; è una garanzia.

Ma come funziona?

Prima di tutto è bene chiarire che quando chiedi un mutuo; diventi debitore nei confronti della banca e di conseguenza, quest’ultima diventerà creditore.

L’ipoteca interviene nel momento in cui il debitore per ovvi motivi non riesce più a sostenere gli impegni presi e non rispetta la restituzione del denaro nei tempi e nelle modalità stabilite.

La banca per non perdere il denaro prestato può intervenire sull’immobile in garanzia su cui ha iscritto l’ipoteca. In questo modo rivalendosi sull’immobile può vendere il bene e soddisfare il proprio credito.

Se vendo casa?

Ecco, se vendi casa in cui insiste un’ipoteca, puoi benissimo estinguere l’ipoteca versando al creditore la somma di denaro mancante per saldare il debito.

Ricordati sempre che l’ipoteca segue l’immobile e non la persona, pertanto, se vendi casa e non viene cancellata l’ipoteca, rimane attivo il debito sulla casa che qualora il nuovo acquirente non dovesse pagare potrebbe perdere la casa acquistata anche se non è stato lui a causare l’iscrizione dell’ipoteca.

Su un immobile possono essere iscritte più ipoteche e i creditori verranno soddisfatti in ordine cronologico sulla base dell’iscrizione dell’ipoteca.

Assicuratevi quindi che venga cancellata l’ipoteca (qualora sia presente) quando acquistate casa.


 

Comprare casa: quando posso usufruire della detrazione del 20%?

Chi ha intenzione di comprare casa per affittarla ha diritto ad una detrazione Irpef corrispondente al 20%; l’acquisto deve però avvenire entro il 31 dicembre 2017 e deve rispettare certi requisiti.

Questa agevolazione spetta a tutti i cittadini ad esclusione degli esercenti di attività commerciali; il bonus vale per abitazioni di nuova costruzione a condizione che siano ultimate entro il 31 dicembre 2017 e che abbiano ottenuto il titolo di abitabilità prima del 12 novembre 2014.

Quindi puoi ottenere questa detrazione se acquisti una casa di nuova costruzione oppure già esistente (*) con l’intenzione di affittarla.

Il limite massimo di spesa per poter usufruire della detrazione è di 300.000,00€; gli immobili che possono godere di questo vantaggio sono solo quelli ad uso abitativo.

(*) Riassumendo; questa agevolazione spetta nei seguenti casi:

  1. costruzione di immobili su terreno già di proprietà avente titolo abitativo prima del 12 novembre 2014.
  2. acquisto di immobili ristrutturati ceduti da imprese edili.
  3. acquisto di immobili di nuova realizzazione invenduti dal 12 novembre 2014 ceduti da imprese edili.

Gli immobili in tutti e 3 i casi devono avere destinazione d’uso residenziale.

Un altro requisito fondamentale è che la casa deve rispettare certi criteri di prestazione energetica e cioè deve rientrare nella classificazione A o B.

Vediamo adesso in che termini bisogna inquadrare la locazione per far si che l’agevolazione possa avere effetto:

  1. la locazione deve avere inizio entro e non oltre 6 mesi dal termine dei lavori o dall’acquisto della casa.
  2. la locazione deve avere una durata di 8 anni continuativi.
  3. non si può affittare l’immobile a un parente per evitare contratti fittizi.

L’agevolazione viene ripartita in 8 quote annuali e decorre dall’anno in cui viene stipulato il contratto di locazione; se la locazione cessa per motivi non imputabili al proprietario (Locatore) non decade il diritto di usufruire del bonus.


 

 

 

Ristrutturazioni: benefici e vantaggi

Secondo uno studio della Confartigianato, sono quasi 3 milioni gli italiani che da qui a un anno, sono intenzionati ad effettuare un intervento di manutenzione sulle proprie abitazioni.

In crescita notiamo maggiormente la richiesta di bonus e agevolazioni inerenti al risparmio energetico; nel 2015 il valore delle detrazioni Irpef inerente al recupero del patrimonio edilizio e al risparmio energetico ha sfiorato i 6 miliardi di euro.

Incentivare la ristrutturazione attraverso bonus e agevolazioni aiuta le imprese edili in difficoltà; per questo motivo è importante anche prorogare le detrazioni fiscali inerenti alla ristrutturazione.

Oltre ad aiutare le imprese in difficoltà, si favorisce la difesa dell’ambiente, la riqualificazione del patrimonio immobiliare e il risparmio energetico.

Attuare provvedimenti a favore dei cittadini come detrazioni, bonus, agevolazioni e incentivi produce un effetto incredibilmente impattante a livello positivo che crea lavoro per le imprese edili; il patrimonio immobiliare subisce una riqualificazione sia ambientale che paesaggistica e viene favorito l’avvento di energie rinnovabili e pulite per un notevole risparmio energetico.

Caro Stato Italiano, se attuassi agevolazioni in tante altre cose non farebbe altro che bene al nostro paese sotto tutti i punti di vista.

Questo è un esempio.


 

 

Cosa devi fare per usufruire della detrazione inerente alla ristrutturazione?

Per usufruire della detrazione è necessario essere in possesso dei seguenti documenti:

  • fatture e ricevute che provino le spese sostenute.
  • comunicazione all’Asl.
  • ricevute dei bonifici di pagamento.
  • domanda di accatastamento se l’immobile non è ancora censito.
  • ricevuta di pagamento dell’imposta comunale (ICI) qualora si dovuta.
  • per interventi sulle parti comuni è richiesta la delibera dell’assemblea che approvi i lavori.
  • abilitazione amministrative (concessione, scia, dia, permesso di costruire etc.)

A differenza di qualche tempo fa in cui erano necessari più adempimenti; adesso è sufficiente possedere questa documentazione e indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile.